“imagine”

un brano che a distanza di tanti anni viene ancora ascoltato….per la cronaca, conta oltre 200 milioni di visualizzazioni.

“immaginate che non ci sia alcun Paradiso
se ci provate è facile,
nessun Inferno sotto di noi
sopra di noi solo il cielo,
immaginate tutta le gente
che vive solo per l’oggi”…..

inverno

Nella notte d’inverno
galoppa un grande uomo bianco
è un omone di neve,
ha una pipa di legno,
un omaccione di neve
inseguito dal freddo.

Ariva in paese
vedendo la luce
si sente sicuro,

in una casetta
entra e non bussa….

e per riscaldarsi
si siede sulla stufa arroventata
e d’improvviso ecco che scompare

e rimane solamente la sua pipa
proprio nel mezzo di una pozzanghera
e rimane solamente la sua pipa
e il suo vecchio cappello.

Jaques Prévert

la storia di Francesco

ovvero… finire in strada a causa del covid.

Nell’anno del Covid è diventato sempre più facile cadere in povertà e, in alcuni casi, ritrovarsi senza casa a dormire per strada. È quello che è successo a Francesco, romano di 50 anni, che lavorava come autotrasportatore.

abbandonati

    Con l’arrivo del coronavirus, però, si è bloccato tutto e Francesco, che lavorava a giornata, non ha avuto più la possibilità di pagare l’affitto. Si è trasferito allora parzialmente da sua figlia, ma con la vergogna di poter essere un peso per lei e per la sua famiglia: “Alternavo, qualche notte dormivo da mia figlia e qualche notte andavo in strada, ma cercavo di fare in modo che non lo sapesse, dicevo che dormivo da amici. La prima notte è stata un incubo, di giorno qualcosa da fare si trova, un bar… ma quando scende la notte ti chiedi ‘e adesso cosa faccio? Dove vado?  Alcune volte mi facevo i giri sugli autobus notturni e quando era mattino, con un po’ di sole, andavo a riposare in un parco. La notte c’è la paura di dormire da solo, si entra in un altro mondo totalmente, quello degli invisibili”….. 

    In una di queste notti Francesco ha incontrato i volontari della Comunità di Sant’Egidio che gli hanno offerto un posto letto in un rifugio, poi una svolta decisiva: poche settimane fa la sua storia è stata raccontata  su La7. Da allora decine di persone hanno telefonato alla Comunità di Sant’Egidio per offrire un lavoro a Francesco che questa settimana inizierà come badante in una famiglia.
    Quella di Francesco è una storia a lieto fine, ma Sant’Egidio è da settimane che lancia l’allarme sulle nuove povertà dovute alla crisi economica conseguenza della pandemia: “Quest’anno abbiamo visto l’aumento di un 30% di presenza di italiani in strada”.  Oggi si finisce per strada per l’impoverimento e quindi bisogna fare una riflessione seria, perché ci sarebbero le risorse per evitarlo.

Ansa

Chissà quanti Francesco sono finiti per strada!

ricominciamo…

freddo

ricominciamo…. con una bella poesia dedicata a Gennaio:

Bigio il ciel, la terra brulla,
questo mese poverello
nella sporta non ha nulla
ma tien vivo un focherello.

Senza greggia e campanello
solo va, pastor del vento.
Con la neve sul cappello
fischia all’uscio il suo lamento.

Breve il dì, lunga la notte,
cerca il sole con affanno.
ha le tasche vuote e rotte,
ma nasconde il pan d’un anno.

Renato Pezzani